[Posta] #13 – Redattori a rapporto 2007 part III

E anche quest’anno ce l’abbiamo fatta…

 

S.D.N.
[Un paio di polemiche e un saluto da un’ammiratrice segreta. Ma quante vittime fai quando vai da solo eh?]
Definire il disco dei Down come un qualcosa che ne rende inutili altre è eccessivo. Anche a me è piaciuto III, però mi aspettavo qualcosa di meno scontato, alla fine son sempre i Sabbath con un po’ di distorsione in più e produzione sporca. Onesto o limitato? Quante volte lo ascolteremo dopo lo sclero iniziale? Nel senso quanti dischi si ascoltano anche a un anno di distanza? Ecco quelli sono disconi, questo è un buon disco secondo me ma non un discone. Ciao, Giorgio da Vicenza.
Ciao Giorgio, sono sostanzialmente d’accordo con quello che scrivi, con l’unica eccezione che io Down III continuo ad ascoltarlo volentieri. Mi piace e mi prende. Riuscire ad essere i “Sabbath con un po’ di distorsione in più” non è cosa da poco, oggi come oggi, soprattutto senza ricorrere a plagi e citazioni continue.

[L’Oggetto della mail era: per SDN, strettamente personale, ndJ³] Ciao, sono Paola, ci siamo salutati all’Evo fest ti ricordi? Tu andavi in giro a fare foto a qualsiasi cosa si muovesse e hai deciso di fare una foto a me ed ai miei amici. Mi sono ricordata il sito per cui scrivevi, la rece e le foto sono splendide! Ciao! Paola XXX
Grazie dei complimenti ma… non mi ricordo. Ero troppo ubriaco o in estasi nerd per i Cynic… o magari affamato. Quel che è peggio è che non trovo nemmeno la foto di cui parli!
OUTune, gente sempre pronta!

Come vi permettete ad attaccare i mitici Dark Tranquillity? Stanne non ha mai cantato così bene come nell’ultimo Fiction e la band dal vivo spacca! Cercate di supportare di più la scena e i gruppi come i DT che non si sono venduti al business come gli In Flames, visto che siete sempre lì a dire la passione, la coerenza, la musica vera e un mucchio d’altre boiate! Dark Tranquillità Rulez! AleXio
Caro Alexio, seguo i DT dai loro esordi e li ho visti dal vivo svariate volte. Oggi, in realtà da ieri l’altro, sono un gruppo bollito e senza più uno straccio di idea, in più continuano a suonare concerti identici l’uno all’altro.
I risultati sono chiari, hanno provato a evolversi (Projector + Haven) ma i “fan” (che sono quella gente che criticò i Maiden per l’introduzione delle tastiere in Seventh Son, tanto per dire…) hanno storto il naso. Loro si sono adeguati iniziando a suonare lo stesso disco con le 4 cose che volevano i loro tifosi.
Il problema è che sono sempre le stesse cose… quelle che ti esaltano prima dei vent’anni ma che dopo i 30 iniziano pure a scocciare.
Rispetto per tutti, comunque, anche per le tasche di chi i dischi li compra. Non venitemi a chiedere soldi per dischi e concerti uguali a tanti altri.
Dai, alla fine non t’ho insultato la mamma!


 

S.M.
[Il Masna atteso da due patate bollenti (di più perché le domande son molte), e non si tratta di sorche ma di pareri attesi…]
Ciao ragazzi, scrivo da Bologna e mi chiamo Carlo, ho 22 anni. Volevo chiedere delle cosa a quello che ha partecipato per voi all’Independent Days. Ma non ti è sembrato che a un certo punto Keenan andasse dietro lo stage a litigare furiosamente con uno dei tecnici (credo)? Sul palco è stato simpatico, ma ha anche lanciato qualche insulto al suo socio chitarrista (ero in prima file e ho sentito bene), c’è maretta nel gruppo? Ne sai nulla? Grazie, ciao! Karl!
Mi spiace Carlo ma non posso rispondere nulla di preciso ad entrambe le tue domande; riguardo ai presunti scazzi sul palco dell’Independent ne so meno di te, dato che mi trovavo molto più indietro rispetto a dov’eri tu, e inoltre ero troppo felice nel constatare che i Tool possono essere un grande gruppo anche dal vivo, cosa di cui iniziavo a dubitare. Non so nulla di preciso neppure sullo stato di salute del gruppo, ma non credo che siano in vista cambi di line – up o peggio ancora un possibile scioglimento (anzi, tenderei ad escludere quest’ultimo evento). Purtroppo mi rendo conto di non essere stato affatto esauriente nella mia risposta, ma di più nin zò, sorry!

Bella a tutti, qui Roberto Iannuzzi da Termoli. La mia mail è indirizzata a S.M. che cura quasi interamente la sezione estrema dell’underground. Mi trovo quasi sempre d’accordo con te, ma devo farti un appunto! Come mai non hai recensito i Watain? Per me sono il gruppo black dell’anno, davvero estremi con una grande attitudine! Altra domanda, cosa ne pensi del nuovo Down? E dell’ultimo Ulver? Secondo me è soporifero ma mi pare che a te sia piaciuto…Complimenti ancora e saluti!
Ciao Roberto! Sarò sincero il più possibile: effettivamente il nuovo disco dei Watain mi è sfuggito, probabilmente perché negli ultimi anni il black non attira più la mia attenzione, o almeno non lo fa come capitava una decina d’anni fa, quando uscivano i capolavori del genere. Non fraintendermi: continuo ad ascoltare il metallo nero, ma trovo che ci siano veramente pochi gruppi che abbiano qualcosa d’interessante da dire. Prendo come esempio proprio i Watain: li conosco, ho apprezzato molto “Casus Luciferi”, il loro disco precedente (se non ce l’hai ancora fallo tuo, personalmente lo considero superiore a “Sworn To The Dark”, che ho ascoltato fuori tempo massimo), li ho visti anche dal vivo e ammetto che tengono il palco in maniera egregia…ma piuttosto che sentire loro preferisco riascoltare decine (forse centinaia) di dischi black usciti negli anni Novanta, dato che gli Svedesi in questione si limitano ad assemblare uno scaltro collage di Darkthrone, Carpathian Forest, Kvist e qualcosa dei primi Satyricon; sono anche bravi nel far questo, ma dopo un paio d’ascolti preferisco tornare agli originali, oppure metter su qualcosa di Deathspell Omega o Anaal Nathrakh, che a mio giudizio sono tra i pochi ad aver svecchiato il black metal negli ultimi anni. Tutto qui. Per quanto riguarda i Down, ho apprezzato “Over The Under”, anche se dopo parecchi ascolti lo considero il loro disco meno riuscito; ha tutti gl’ingredienti adatti per piacere (e, in effetti, riesce nell’intento), ma rispetto ai due predecessori è meno fantasioso e troppo, davvero troppo Black Sabbath oriented: continuo a considerare il secondo il loro vero e proprio capolavoro. Sugli Ulver faccio un discorso diverso: ammetto che anch’io ho avuto problemi a restare desto per tutta la durata di “Shadows Of The Sun” (e nella recensione faccio presente questo, nel definire questo disco troppo fragile e astrale e difficile da metabolizzare), ma non ho potuto non sottolineare la bravura e il coraggio di una band che, nell’arco della sua carriera, ha cambiato mille volte direzione senza mai perdere la cognizione di quello che stava facendo. Dei veri artisti, insomma, ed anche se il loro ultimo album non è certo quello più riuscito e non è esente da pecche, apprezzo il tentativo fatto dagli Ulver di oltrepassarsi ancora una volta.


 

L.N.
[Due mail, poche ma buone, per Gigio, divertiti!]
Sono MaryJo da Piacenza e vorrei sapere cosa vi hanno fatto i Finley per essere trattati così male! E’ vero che tutto sommato li avete salvati, ma perché accanirsi sui contenuti delle loro canzoni? Mi pare che i testi cosiddetti impegnati non siano più di moda da un pezzo. Pedro oltretutto ha migliorato tantissimo la propria capacità di cantare e di emozionare, insomma il nuovo disco è pure più difficile del primo, ci sono anche dei passaggi difficili da fare, solo se suoni davvero (e io suono! Il basso!) puoi capire cosa si nasconde dietro a un pezzo apparentemente facile. Mi piacerebbe sapere quali sono per te i migliori gruppi italiani e i cantanti migliori di Pedro nel panorama rock giovanile italiano! Inoltre quante volte li hai visti dal vivo? Rispetto per i Finley!
Carissima MaryJo, sinceramente mi sono bastate le esibizioni su mtv per farmi desistere dal vederli dal vivo, ma non perché ce l’abbia con loro per partito preso, ma perché ritengo (forse a torto) che coloro che riescono ad ottenere una tale popolarità e visibilità, debbano anche offrire un prodotto consono e questo vuol dire ammazzarsi sugli strumenti, studiare, sperimentare, sputare sangue sui palchi, in poche parole gavetta, gavetta e ancora gavetta. Che poi tu trovi Pedro e la musica dei Finley emozionanti, è bellissimo, però ti consiglierei di continuare ad esercitarti con il basso con passione e costanza, ti aiuterà ad ampliare il modo in cui vedere, sentire e ascoltare musica e tra un annetto o due, rileggendoti, potresti trovarti a sorridere anche tu.

 

Attento L.N. attento! Hai promosso i Modest Mouse e gli Arctic Monkeys sul sito che odia a priori brit-pop, pop-punk, rock inglese e indie rock!!! Ritratta finchè sei in tempo! Scherzi a parte credevo che su questo sito foste tutti incompetenti verso un certo tipo di sonorità, invece ho scoperto con sollievo che qualcuno che ne capisce c’è! Spero continuerai a curare la scena indie e a valorizzare gli artisti che se lo meritano! Grazie! Nicola Venosta
Caro Nicola, ti ringrazio per i complimenti, ma ti assicuro, non si odia nulla a priori, si prende il disco e lo si mette su, semplicemente e senza troppe paranoie. Se poi il prodotto è valido, verrà trattato come tale, altrimenti gettato nel dimenticatoio. Ciao!


 

S.R.
[Qualche sussulto per il Sam, che non ne ha messi d’accordo molti…]
Il ritorno dei Queens Of the Stone Age è il momento più alto di tutto l’anno cari miei, altro che disco deludente! Anche il concerto è stato micidiale. Tornando al disco credo che i primi quattro pezzi siano quanto di meglio prodotto da Song For the deaf a oggi, evidentemente eravate distratti mentre lo ascoltavate. A riprova di quanto dico, il fatto che abbia venduto molto e ci sia stato il sold out a Milano!
Ci sono momenti dolorosi nella crescita di un ascoltatore:
scoprire che qualità artistica e successo di pubblico non vanno sempre di pari passo.
scoprire che i gruppi che sono stati grandi prima o poi finiscono le cose da dire
scoprire che quando finiscono le cose da dire tentano di mungere la tetta finche’ c’e’ latte
Sono fasi dolorose ma poi si diventa grandi.
Poi che Josh Homme faccia un po’ di soldi può solo farmi piacere, se li merita tutti per 15 anni di onoratissima carriera.

(…)Non ho richieste eccessive questa volta, mi preme sapere cosa diavolo c’è andato a fare un vostro redattore in Macedonia (prendendo spunto dall’articolo sull’estremismo pop in macedonia)! Ma cos’è una nazione o una regione dell’ex Jugoslavia? Perché estremismo pop?
Che ci faccio in macedonia… me lo domando tutte le mattine davanti allo specchio!
Si lavora e si fatica…
Estremismo pop perche’ mi pare che siamo all’estremo della deificazione delle icone pop, alla massima penetrazione dell star system nella vita delle persone di ogni fascia di eta’, di ogni parte del mondo.

Ho sempre visto in voi uno dei pochi siti che trattano tutto e lo fanno con obiettività. Ma se mi mettete in discussione Zorn vuol dire che state diventando troppo alternativi per i miei gusti. Il disco sicuramente non lascerà il segno nella storia, ma è uno dei migliori prodotti sperimentali dell’anno. O almeno per me e per molti altri recensori è stato così, che ne dite? Luciano Macchi.
Non e’ questione di essere alternativi per forza, e’ questione di noia. La prima volta che fai qualcosa che non aveva mai fatto nessuno sei un innovatore, la ventesima volta sei il plagio di te stesso. E parlando di musica comunque ostica e impegnativa, non di pop. Per cui se oltre ad essere poco ascoltabile suona anche gia’ sentita, se senti le etichette ‘Zorn’ e ‘Patton’ appiccicate sopra dal secondo minuto del disco, direi che ti passa proprio la voglia. Che la copertina e’ splendida l’ho gia’ scritto nella recensione?


 

L.G.
[Per non far montare la testa a Luca, gli piazziamo tre bombe a orologeria, vediamo come se la cava]
Tipico di siti finto alternativi come il vostro, stroncare i nomi storici della gloriosa scena metal. Non serve a granchè lanciarsi in epiteti contro la falsità del music business e della pericolosità delle mode musicali, quando poi viene stroncato il disco dei paladini del Metal (sì, con la M maiuscola). Io ho 34 anni e non sono certo un ragazzino, ma posso permettermi di richiamarvi all’attenzione sul nuovo Gods Of War dei Manowar perché quello che avete fatto è un ascolto frettoloso condito da una serie di pregiudizi assurdi. Scrivere che questo è l’album peggiore della loro discografia significa aver agito d’impeto senza aver interiorizzato il complesso concepì che si muove dietro questi brani epici e avvolgenti. Atteggiamento che ha caratterizzato molti siti di musica, onestamente credevo avrei trovato ben altro trattamento da queste parti, ma evidentemente mi sbagliavo. Fernando Giotti
Al di là del fatto che nessuno di noi si è mai proclamato alternativo, ma questo può anche passare, visto il tuo risentimento riguardo al glorioso “Gods Of War”, ma tu hai visto quanto spazio è dedicato al metal in ogni sua forma e colore su Outune? Io di anni ne ho quasi 28, quindi non posso vantare un’esperienza vasta quale è la tua, ma i Manowar li ho amati davvero e li amo ancora, anche se l’adolescenza è passata e con essa una serie di critiche possono essere anche sopraggiunte. Per farti capire quanto li amo ti dirò che il tour del suddetto disco me lo sono andato a vedere in Germania, quindi le mie parole sono state ponderate e non frutto di un frettoloso ascolto. Continuo a ritenere l’ultima fatica di Joey e soci come un pacco assoluto ed il punto più basso della loro discografia. Me ne sai trovare uno più basso?

Il nuovo foo fighters è noioso, moscio e scialbo, oramai dave ha imparato a mettere due pezzi bellissimi su 10 per far l’heavy rotation e via. Dal vivo li andremmo anche a vedere insieme caro mio, ma ti sei fatto prendere la mano da qualche birra di troppo. Ste
Caro Ste, mi trovo a darti ragione. Purtroppo ogni tanto ragiono solo con il cuore, dimenticando quanto il cervello debba sempre avere il sopravvento! Ciò non toglie che magari io salvi ancora un paio di pezzi in più rispetto ai tuoi due…che rimangono pur sempre pochini per un talento come Dave. Ti aspetto per vederli dal vivo allora e lascerò a casa la birra (che pur amo assai).

Che grande ritorno i Velvet Revolver! Un disco davvero scialbo e senza nerbo, occhio a parlare male di Axl che sarà pure rincoglionito ma con lui dietro al microfono questo cd sarebbe stato per lo meno interessante. Ora pareri personali a parte, volevo chiedervi come mai tendete così tanto a osannare dischi che anche voi stessi dopo un mese non ascoltate più? E’ una brutta moda, che ha abbassato nel corso degli anni la qualità delle uscite, che ne pensate?
Ok, posso darti ragione sul fatto che non sia il disco della vita. A me non dispiace affatto, anche se non lo considero certo il disco dell’anno o cose del genere. Il discorso su Axl è molto più complicato… Dopo averlo però sentito sul nuovo Sebastian Bach devo dire che forse ha ancora davvero qualcosa da dire e da dare.

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