Estremismo pop in Macedonia

Basimento. E’ morto pochi giorni fa in un incidente stradale Toše, il più popolare cantante macedone, e grossa star in tutti i Balcani; uno che era partito da ragazzo prodigio e che a soli 26 anni era l’idolo di tutta la nazione. Io non ne avevo mai sentito parlare, anche perché il genere è ovviamente un pop da classifica con influenze turco-balcaniche da cui cerco in tutti i modi di fuggire – impossibile.
In ogni caso le reazioni popolari e ufficiali mi hanno lasciato assolutamente senza parole. E’ stato proclamato lutto nazionale, ai funerali in piazza ci sono state decine di migliaia di persone, con bara avvolta nella bandiera e funerale di stato; in più tutte le tv macedoni trasmettono da due giorni solo ed esclusivamente suoi video, concerti, memorabilia. E naturalmente la diretta del funerale, a reti unificate.
Anzi no, non unificate, solo 3 canali, gli altri andavano avanti con i video. Nel funerale si vedevano migliaia di persone a piangere, comprese le nonne. Ora, passino le ragazze. Passino le mamme, educate all’isteria collettiva magari con Elvis e i Beatles o con il Gianni Morandi jugoslavo.
Ma le nonne no! Ce la vedete la vostra nonna che piange per un cantante?
Io le mie ce le vedo che prendono me a sberle se piango per una cosa così.

E invece ormai probabilmente quella generazione è andata, e non c’è più rifugio, non c’è più scampo dalla cultura dei media, alla star mediatica come faro per le masse, ai rituali collettivi che coinvolgono tutta la società, in maniera, sì, totalitaria.
Perché capisco benissimo che al funerale di un cantante ci siano migliaia di fans addolorati (ma non le nonne!), io stesso nella vita sono stato parecchio scosso dalla morte di alcune mie icone rock. Ma la cosa veramente incredibile è che qui praticamente tutti sono coinvolti, non è un lutto personale o di un gruppo di fan, è una cosa di stato a cui tutti partecipano davvero. Ieri sera Skopje, che di solito è piuttosto animata, era completamente deserta. Siamo andati in un locale jazz e la musica era… Toše. Siamo andati in un posto dove suonano live tutte le sere, e in cui si fa sempre la fila per entrare…ed era vuoto. Ovviamente gli altoparlanti diffondevano Toše.
L’unica cose simile che mi viene in mente a mia memoria in Italia è quando è morto il Papa. Ma al di là della differenza che ci dovrebbe essere a livello di impatto sulle coscienze tra un leader spirituale e un cantante, comunque non è che la nazione si sia completamente fermata, come sta succedendo qui.
Non so cosa sia successo in USA, Spagna o Inghilterra dopo gli attentati degli ultimi anni, ma giusto per avvenimenti del genere – che a loro volta sono prettamente mediatici, il terrorismo praticato così non avrebbe molta ragion d’essere se non ci fosse l’informazione a renderlo visibile e amplificarlo – riesco a pensare una reazione così. E sono eventi che quanto a gravità, su tutti i livelli, sono evidentemente non paragonabili a un ragazzo che muore in un incidente stradale. Ma evidentemente siamo talmente sovraesposti e bombardati che distinguere le cose importanti diventa sempre più difficile. Mai come oggi panem at circensem.

S.R.

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