HJF: cronaca di un incubo

 

Poteva finire molto peggio, questa è l’unica cosa certa. Tutto il resto (responsabilità, inadempienze, colpe) sarà eventualmente da verificare e confermare da parte di periti e magistratura e solo in quelle sedi. Da parte mia, mi limiterò a raccontare quello che ho potuto vedere e capire in quella bolgia infernale che è stata la seconda giornata dell’Heineken Jammin’ Festival dopo il passaggio della tromba d’aria che, per la prima volta in dieci anni, ha portato la kermesse sulla bocca di tutto il Paese.
La giornata era iniziata davvero bene, col sole lucente sopra di noi ed il dolce ricordo di un Bruce Dickinson in forma mondiale in quella che doveva essere solo la prima di quattro serate leggendarie.

Il palco principale aveva già visto esibirsi i primi gruppi e si apprestava ad ospitare i My Chemical Romance, uno tra i tanti big dell’edizione. Poi, nel giro di pochi minuti, il finimondo: mi accorgo che il cielo è di un colore che non credevo esistesse e cerco di spostarmi verso l’area stampa, ma la mia previdenza serve a poco perché in un attimo sono completamente fradicio. Entro nel tendone appena prima che grandine e vento facciano crollare le torri degli amplificatori, ma riesco a vedere spostarsi in modo innaturale più di una parte dell’immenso palco.

All’uscita lo scenario è agghiacciante, tanto che sembra di essere protagonisti di immagini viste e riviste nei telegiornali: decine di ambulanze, elicotteri, ragazzi intrappolati sotto le impalcature e notizie frammentarie e sempre più drammatiche che giungono dalle poche fonti certe che ci circondano.
Con l’andare del tempo, fortunatamente scopriamo che feriti così gravi come inizialmente si era pensato (si parlava addirittura di morti) non ce ne sono, ma molte gambe spezzate, innumerevoli ferite ed un bacino rotto non sono cose che possono passare in secondo piano. Dopo poco arriva l’annuncio della logica sospensione del festival e la magistratura ci costringe ad allontanarci dalla zona, ormai sotto presidio.
Girandomi un’ultima volta verso il palco, vedo cadere ancora tubi e mi rendo conto che questa giornata avrà ripercussioni a lunga gittata sul panorama live italiano dei prossimi mesi.

L.G.

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