L’anno del Presidente

Il Presidente, comunemente conosciuto qua sopra come M.B., ha gentilmente donato al sapere Outunistico il riassunto del proprio anno musicalmente parlando. Ecco quindi, dopo l’abbuffata del Pollo 2006, il suo apprezzato approfondimento, come sempre politically Scorret, che è praticamente il cafferino dopo la pappatoria di cui sopra.

 

Fondamentalmente le classifiche sono una merda, perchè di sicuro a riguardarle fra un po’ avremo cambiato tutti idea. Propongo di fare le classifiche in differita di cinque anni, così sì che si separa l’acqua dal vino. Comunque questi sono tutti gli album del 2006 che ho ascoltato, in ordine decrescente di gradimento, ma senza alcun metro ‘oggettivo’. No raccolte o live.

Muse – Black Holes and Revelations. Onore per aver fatto un grande disco a livello artistico che è anche riuscito a sbancare i botteghini.
Deathstars – Termination Bliss. Fanno una roba che tutti gli altri hanno già fatto e che tutti i metallari odiano. Ma la fanno meglio di tutti.
Black Label Society – Shot To Hell. E’ sempre la stessa roba. Ma è la roba più sincera del metal degli ultimi anni.
Scissors Sisters – Ta Dah. Se riesci a fare i Bee Gees nel 2006 e avere successo allora devi essere un fottuto genio.
Wolfmother – Wolfmother. Saranno pompati da MTv, il cantante è irritante, ma il disco funziona e diverte.
Rob Zombie – Educated Horses. Non riesco a togliermi dalla testa quel paio di pezzi dal piglio sexy e retro.
Meat Loaf – Bat Out Of Hell III. Una grande abbuffata che qualche volta vale la pena farsi.
Blind Guardian – A Twist In The Myth. Barcollano ma non mollano. Ce la faranno dal vivo?
Slayer – Christ Illusion. Inossidabili e indispensabili per questo mondo malato.
Pearl Jam – Pearl Jam. Finalmente un ritorno graffiante, non eccezionale ma graffiante.
Def Leppard – Yeah! Divertentissimo e fatto da Dio. Peccato che sia un inutile disco di cover.
Marty Friedman – Loudspeaker. Il trucco non funziona per la seconda volta, ma va bene così.
Angra – Aurora Consurgens. Speriamo che non diventino peggio dei Dream Theater. Per adesso va bene così.
Prince – 3231. Non male, impallidisce a confronto col passato ma non male.
Virgin Steele – Visions Of Eden. Si poteva fare moooooolto di più.
Satyricon – Now, Diabolical. I Venom dei poveri. Ma cinque minuti di divertimento riescono a darli.
Peeping Tom – Peeping Tom. Tra tutte le idiozie realizzate da Patton, questa è quella che ha più senso.
Cradle Of Filth – Thornography. Hanno sempre meno cose da dire, però continuano a parlare ad alta voce.
Iron Maiden – A Matter Of Life And Death. Complimenti per il coraggio e la coerenza. Però il disco rimane comunque brutto.
Sodom – Sodom. La stessa soddisfazione e senso di novità che può dare una birra. A volte serve.
Jon Oliva’s Pain – Maniacal Renderings. Basta con queste cazzate e fuori con l’anniversario dei Savatage.
Lordi – The Arockalypse. Zero musicale. Pure inutili a livello visivo.
Queensryche – Operation:Mindcrime II. Perché lo hanno fatto?
Doro – Warrior Soul. Orribilmente anonimo. Che delusione per me…
Gwen Stefani – The Sweet Escape. Ciuccia più soldi possibile ai fans prima di tornare nei No Doubt.

M.B.

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