L’autodistruzione controllata di Britney


Uscendo un attimo dalla prevedibile recensione già pubblicata, mi sento in dovere di difendere la ‘povera’ Spears: quando il business decide di farti diventare una star, facendoti credere di essere la Madonna del nuovo millennio, salvo poi dimenticarsi di te da un giorno all’altro, allora tutto il grano che hai fatto non serve più a nulla. Insomma fino a quando la nostra ex biondezza non sarà tumulata, continueremo a sentirne parlare male e a vedere pubblicate le sue foto dove sbarella sbronza e devastata, in barba al periodo d’oro  quando le facevano cantare spazzatura esattamente come ora. Il punto è che nel mondo dell’entertainment musicale quando devi avere successo, non uscirà mai niente di negativo contro di te: credete che se Brit fosse stata ancora ritenuta utile per far soldi come ai tempi di “Oops I Did It Again” avrebbe perso i figli, sarebbe finita mezza nuda sui tabloid di mezzo mondo e via dicendo? La Spears è (era) una ragazzina carina, che ha avuto la sfortuna di finire troppo presto e senza protezione nelle grinfie di agenti e discografici, che l’hanno seviziata a piacimento (commercialmente parlando) per poi rinnegarla e farla additare dagli altri amici media come simbolo del fallimento e della depravazione.

Aspettiamoci un domani i paragoni con Cobain o Morrison, gente che magari qualcosina (giusto qualcosina) nel mondo della musica ha lasciato, che aveva talento ed era genialmente capace di interpretare l’arte (A R T E) musicale all’interno del contesto storico-sociale in cui si è trovata a vivere, nonostante si sia fatta schiacciare ugualmente dallo stardom e dal successo.

Britney sin dal principio con la musica c’azzeccava quanto il buon Darko Pancev con il calcio, non era particolarmente dotata di intelletto ed è stata abbandonata a sé stessa quando aveva bisogno che i presunti amici di cui magari si fidava le stessero vicino (a quanti di voi è capitato? Pensate che essere famosi o ricchi non giustifichi i momenti di debolezza o le crisi esistenziali? Dai…). Non è certo colpa sua, e da un certo punto di vista mi dispiace quanto le è accaduto e quanto le accadrà. Le augurerei di sparire dalla circolazione, di godersi (se ancora le rimane qualcosa) un po’ di dollari isolata in campagna, oppure di andare a fare la commessa in qualche negozio lontano dai riflettori. Nessuno si merita di essere demolito in questo modo, per far piacere prima ai fans, poi ai detrattori (come noi d’altronde, ma non della persona, del biz e dei suoi fruitori ciechi, che è molto diverso, ndr): persone che relegano le proprie capacità di ragionamento dietro a un giornale scandalistico o all’ascolto di un cd confezionato ad arte da altri che reca in copertina il nome della star di turno. Le auguro in tutta onestà di non rimanerci secca, anche se continuare così la porterà esattamente all’autodistruzione totale, o se preferite ‘controllata’ da quelli che l’avevano portata al successo tanti anni fa.

I.P.

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