Morte di un Gitano Sedentario

alberto granado ernesto che guevara

Che cosa c’entra la morte di un Vecchio su una testata musicale? In effetti ha poco a che fare un evento di questo tipo se il personaggio in questione fosse uno dei tanti vecchietti che affollano i cantieri del bel paese.

Alberto Granado. Cordoba 8 agosto 1922- L’Avana 5 marzo 2011

Si è spento all’età di 88 anni Alberto Granado. Le agenzie di stampa cubane ne hanno dato notizia solo pochi giorni fa, comunicandone il decesso nella mattinata del 5 marzo 2011.
Era un uomo vecchio. Consumato come la terra che aveva aiutato a crescere e che aveva collaborato a costruirsi, fin dalla data della sua rivoluzione, fin da quando era stato cacciato l’invasor e ci si era rimboccati le maniche per  farlo noi questo paese.

Era cominciato tutto nel 1952, quando l’allora trentenne “Mial” laureando in farmacologia, e il ventitreenne “Fuser” decisero di mettersi sulle strade del sudamerica con una Norton 500 del 1939. L’inizio è stato uno come tanti, l’idealismo di 2 giovani uomini che per capire cosa essere nel mondo avevano bisogno di andare. E vedere. E complicarsela non poco questa vita, per guardarla in tutte le sue sfaccettature, in ogni sua sfumatura. Desiderio di avventura e di cieli alti, per riconoscere finalmente se stessi attraverso il più classico processo catartico, da Ulisse a Giovanni Soldini.

Andatevi a guardare “i diari della motocicletta”, oppure leggetevi “latinoamericana” per conoscere la storia di quel viaggio, per mangiarne la polvere su strade perse tra il nulla e l’addio.
88 anni di un viaggio, legato a filo doppio da un’indissolubile amicizia al più conosciuto rivoluzionario del XX secolo, anche dopo la sua morte, anche quando il sogno primordiale del socialismo cubano ha cominciato ad impallidire di fronte ai colossi del capitalismo.

Qui la musica c’entra eccome. Non ci sono album da presentare o date da recensire, qui c’è una vita da ballare sulla colonna sonora di un uomo che è morto, uno tra gli ultimi ad incarnare una visione.
Dalla più spiccata sensibilità intimista, si dedicò alla ricerca scientifica e alla medicina, fondando nel 1961 la “scuola medica di Santiago de Cuba”.
Il resto della storia, quella che si conclude con il ritorno, è possibile leggerla sui libri di storia, che raccontano cosa è stata la rivoluzione cubana perlomeno fino al 1967, anno della morte dell’ ormai famigerato “Che”.

Per Alberto Granado finisce qui il viaggio, 44 anni dopo il capolinea del suo miglior amico.

Francesco Casati

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