Six years in the making

outune attitude 2011

Prima a livello amatoriale, quindi a livello professionale (sul serio, coi dindi, la partita iva, i bilanci a fine anno, mica per finta, primo e unico lavoro) Outune.net si è ritagliato anno dopo anno il proprio fastidioso ruolo all’interno della scena. Dopo sei anni possiamo dire con cognizione di causa che qualcosa c’abbiamo capito. Intanto ci vogliono soldi. Tanti soldi, non quelli (che pur pochissimissimi non erano) che chi più chi meno ha messo (spesso buttato, io per primo) in diversi mesi. Tanti soldi perchè o hai dietro le spalle un gruppo editoriale o un’azienda adeguatamente paraculate (o sei ricco di tuo quindi bella per te), altrimenti è dura visto che sbagliando un paio di mosse finisci ancor prima di cominciare.


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Ci vuole l’azzerbinaggio in determinate situazioni, quelle in cui ti ritrovi ad avere a che fare con dei cosi che nel momento in cui hanno un briciolo di potere se la menano manco fossero gli AD di AEG, trattandoti da pezzente piuttosto che da amatore quando tu a fine mese se non copri tot eventi, non fai tot foto, non totalizzi tot visite o non vendi gli articoli non mangi. O quando ancora ti dicono che quest’artista non fa la conferenza quando invece la fa e nemmeno ti arriva un epk per provare almeno a vendere il servizio. E l’azzerbinaggio lo ammetto io non ce l’ho mai avuto. Ho sempre avuto la convizione di essere migliore di altri, di essere anzi il migliore tra gli sfigati senza le spalle coperte in rete visto il gruppo di talento smisurato che ha corso insieme a me quest’avventura folle dal primo giorno. E’ l’Attitude baby, questa forma di arroganza positiva e di sicurezza sfrontata capace di farti rimanere in piedi anche quando devi sciogliere la società prima che i debiti ti ammazzino, quando scopri che qualcuno in realtà ti ha fottuto ben più di una volta e lo hai scoperto troppo tardi, o quando ancora ti viene il voltastomaco a vedere quanto il mondo giornalistico-musicale (ahahahah) sia auto-referenziale, immutabile e perverso, o quando ancora sei costretto a sorbirti risentimenti e invidie mortali tra addetti ai lavori (quando l’altro è girato di spalle ovviamente perchè le palle non ce le hanno per dirglielo in faccia) per poi sorridersi a vicenda e brindare insieme alla prima occasione come se niente fosse.


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O ancora l’Attitude che ti permette di non scoppiare a ridere in faccia dei “colleghi” (quanti han il tesserino? Quanti pagano l’inpgi? No perchè tutti caposervizio, caporedattori, direttori, redattori di testate che nemmeno esistono se non in un universo parallelo – a margine, gli ordini professionali potrebbero implodere subito per quanto mi riguarda ma dato che ci sono e richiedono parametri e tasse da rispettare e versare li teniamo da conto) che ti dicono “eh sto mese abbiamo fatto bene o male un milione e mezzo di pagine, un po’ meno del mese prima”, ignorando che con questi numeri potrebbero fatturare almeno tremila euro al mese (Quindi o sei un cazzaro o sei scemo, ed è meglio tu sia un cazzaro altrimenti ti impiccheresti fosse davvero così, o impiccheresti il tuo “capo” che ti fa sgobbare aggratis).
Ed è la stessa Attitudine che ti fa capire che una prima era è chiusa sul serio. Che l’avventura proseguirà ma in un altro modo, perchè a lungo andare mantenerti al pelo e dare due lire a un paio di collaboratori quando riesci è dura, perchè hai capito benissimo che molto spesso le visite sono una truffa allucinante perpetrata a danno di una gigantesca parte di popolazione che di internet crede di sapere tutto quando in realtà non sa una beata sega, perchè hai capito che per quanto tu possa diventare massiccio e aumentare i numeri a un certo punto ti fermerai o troveranno il modo di fermarti ma soprattutto perchè all’italiano medio della musica non gliene frega un cazzo: esatto, se una testata come questa fa il record di sempre a botte di 20mila utenti al giorno con Sanremo…di che stiamo parlando? Abbiam girato l’Europa a colpi di low cost, intervistato gente assurda che ha avuto poi meno letture dell’ultima news inventata su Amici che però fa fare 50 euro di sola pubblicità al giorno, coperto festival di qualsiasi tipo e parlato di band che nessuno si filava tranne quando poi toccava fare la marchetta al distributore italiano (perchè serve fare lo schifo per avere qualche chance quando hanno i gruppi più grossi)…Sì su questo non c’abbiamo mai capito nulla fino a un anno fa. Ma tutto sommato ce la siamo vissuta al massimo, buttando quintali di bile e perdendo anni di vita sclerando, impazzendo, arrabbiandoci per qualsiasi fregatura che prendavamo, ma anche godendo un sacco pensando a quanto adesso abbiamo realizzato, a quanti momenti indimenticabili abbiamo partecipato, a quanto si è rafforzato il rapporto tra chi bene o male è sempre rimasto nella famiglia.


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Quindi prosit ragazzi, anche alla faccia di chi ha copiato il layout anno dopo anno, di chi ha copiato le nostre idee, di chi ha copiato pure la postura e il modo di fare che avevamo nelle inquadrature delle interviste. Salute anche a chi pensa che ce la si possa fare da soli senza avere tante cose di cui sopra o ancora non ha ben intuito che razza di mondo sia quello della musica e dell’editoria in Italia, dove colossi non pagano i servizi nemmeno dopo 15 mesi, dove giornali che millantano centimigliaia di copie vendute ne fanno a malapena 2mila, dove un sacco di persone miracolate da conti in banca e fortune familiari possono menarsela facendo i critici musicali come fossero ancora negli anni ottanta avendo in realtà competenze molto relative.
Ma anche skål a chi crede che internet e il web siano un mondo libero, dove possa davvero concretizzarsi il sogno americano grazie alla democrazia della gente (che vuole sempre e comunque le stesse cose di sempre, ovvero gossip, figa gratis, competizione esasperata e soggetti da baraccone) e dove le persone vivono in armonia unite dallo stesso ideale, magari con la speranza di andare a occupare posizioni di mercato e spazi che non riuscirete MAI a prendervi nemmeno coi finanziamenti per la vostra innovativa start-up (lol) e dove quelli più grossi vi mangeranno le palle non appena andrete a sottrarre l’1% del loro pubblico e del loro interesse.
Dopo tutte queste minchiate tuttavia, Outune.net la sua parte l’ha fatta e continuerà a farla, Fiero di quello che è stato, che è e che sarà sempre. Gli altri possono anche baciarci il culo, sempre per rimanere in tema di politicamente corretto.

Outune.net (aprile 2006-2007)
Outune 2.0 – Svpport Mvsic (2007-maggio2008)
Outune V 3.0 – Taking The Mvsic Back (giugno2008-2009)
Outune.net 4.0 – Got The Music Back (2010-gennaio2011)
Outune Attitude (febbraio2011-dicembre2013)


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