Baby Keem – Recensione ‘CA$INO’: alzare la posta con un rendimento fiducioso e mirato

Baby Keem – Recensione 'CA$INO': alzare la posta con un rendimento fiducioso e mirato

Cinque anni di lontananza possono sembrare una vita nel rap, ma il ritorno di Baby Keem con “CA$INO” fa sembrare intenzionale l’assenza. Anche se il rapper non è esattamente scomparso – è stato in tournée, ha collaborato ed è rimasto nell’orbita del cugino maggiore Kendrick Lamar – questa è la prima volta dal suo album di debutto del 2021 ‘The Melodic Blue’ che si fa avanti con una dichiarazione completa, ed è immediatamente chiaro che è cresciuto fuori dall’ombra imponente del suo venerato parente.

Laddove “The Melodic Blue” prosperava grazie alla sperimentazione incessante e all’imprevedibilità giovanile, il secondo giro di Keem sembra più concentrato e atmosferico. La produzione si appoggia a trame spaziali, campioni polverosi e bassi in forte espansione, conferendo all’album una coesione lunatica che a volte mancava al suo debutto. Tracce come “Birds & The Bees” scivolano tra calda nostalgia e batteria incisiva, mentre la traccia del titolo sovrappone toni spettrali di coro su percussioni pronte per il club, creando un senso di tensione tra riflessione e spavalderia.

Dal punto di vista dei testi, Keem suona più deliberato che mai. Gran parte dell’album è incentrato sulla famiglia, sulla pressione e sulle ricadute emotive dei primi successi. La canzone di apertura “No Security” ci dà una sbirciatina nella sua pausa autoimposta dal settore, lamentando la scomparsa di suo zio e come sua madre “guardami proprio come se stesse andando in banca”. Anche la sua educazione a Las Vegas appare evidente in ogni momento. In “I Am Not A Lyricist”, dipinge Sin City sia come la sua storia delle origini che come la sua maledizione, aprendosi alle lotte della sua defunta madre con l’abuso di sostanze e alle conseguenze del loro trasferimento da Long Beach al Nevada (“Sulla Strip con quei demoni e tutti hanno complottato contro di me / Tutto di quello sporco deserto ti ha portato via”).

Tuttavia, quell’introspezione è bilanciata da lampi dell’irriverenza tipica di Keem. “House Money” si appoggia ad una spavalderia arrogante (“I negri conoscono il mio nome, a che cazzo mi serve la catena?”), mentre il già citato ‘Birds & The Bees’ inietta umorismo e fascino imbarazzante nella sua interpretazione dell’amore e del sesso. Questi momenti impediscono all’album di diventare eccessivamente pesante, ricordando agli ascoltatori che l’imprevedibilità di Keem è ancora parte del suo fascino.

A differenza di “The Melodic Blue”, in cui K-Dot si cimentava con i vigorosi “Family Ties” e “Durag Brothers”, il secondo lavoro di Keem non si sente mai dipendente dal co-segno di suo cugino. Le apparizioni di Lamar qui (un lungometraggio in “Good Flirts” con Momo Boyd e la scrittura di “House Money”) sono discrete piuttosto che dominanti, rafforzando quanto Keem sia cresciuto fino a diventare la sua stessa voce. La loro chimica rimane, ma “CA$INO” non sembra mai appoggiarsi a conferme esterne.

Temi di eredità, indipendenza e sopravvivenza emotiva percorrono tutto l’album, inquadrando la fama come qualcosa da navigare piuttosto che da celebrare. Se il debutto di Keem ha catturato l’eccitazione delle possibilità, “CA$INO” esplora il peso che ne deriva. È un ritorno fiducioso e coeso che sembra che Keem abbia smesso di provare a dimostrare la sua appartenenza e abbia iniziato a capire cosa vuole dire ora che è qui.

Dettagli

  • Etichetta discografica: pgLang/Eerie Times/Columbia Records
  • Data di rilascio: 20 febbraio 2026