Earl Sweater, MIKE e Surf Gang – Recensione ‘Pompeii // Utility’: un’opera tentacolare a due teste dalle menti più inquiete del rap

Earl Sweater, MIKE e Surf Gang – Recensione 'Pompeii // Utility': un'opera tentacolare a due teste dalle menti più inquiete del rap

Da quando MIKE ha condiviso per la prima volta il palco con Earl Sweater nel tour “Fire It Up” di quest’ultimo nel 2019, c’è stato un senso di inevitabilità riguardo ad una collaborazione a tutta lunghezza. Entrambi gli artisti occupano da tempo lo stesso angolo introspettivo del rap underground, creando lavori introspettivi ed emotivamente densi che resistono a facili interpretazioni.

Con “Pompeii // Utility”, quella convergenza tanto attesa finalmente arriva, espansa in un’opera tentacolare di 33 tracce, con la produzione all’avanguardia di Surf Gang che tiene insieme il tutto. Il risultato è un progetto che unisce l’anima nebulosa del movimento degli sLUms con gli aspetti più freddi e industriali del rap newyorkese contemporaneo.

Diviso in due metà, l’album funziona sia come contrasto che come continuum. La prima metà, “Pompeii” di MIKE, affonda le sue radici nel collasso: prende il nome dall’antica città congelata nel tempo e si svolge come una sepoltura al rallentatore. I campioni dell’anima sfarfallano sotto la superficie ma si sentono sommersi, trascinati nella sabbia mentre i loop si dissolvono nel mezzo del pensiero. L’stordente “Minty” funge da punto di ingresso più chiaro, la sua deriva confusa ancora ancora la consegna fluida e diaristica di MIKE (“Per qualche stronzata da geek, mia mamma conosce il mio tempo, ero in campeggio mentre loro dormivano”). Eppure non si limita all’introspezione: “Back Home” inietta una scossa di energia, con MIKE che entra in una modalità più energica e dichiarativa, proclamando “da BK agli Heights, sono la loro ultima speranza” su un ritmo minaccioso, annuendo con la testa.

Al contrario, “Utility” di Earl sembra più fredda e deliberata. Laddove i suoi lavori precedenti spesso tendevano all’astrazione, qui sembra bloccato, guidato dai ritmi croccanti e sincopati di Surf Gang. “Earth” dà il tono: scheletrico, teso e liricamente denso (“Non voglio essere il volto della lega / Mi sento come Ant (Anthony Edwards, attuale NBA All-Star), è più grande di me”). In “Locusts”, abbina l’energia frenetica di Lerado Khalil con un flusso incisivo e cinetico simile a “Doris” o al suo pezzo forte del 2023 “Making the Band (Danity Kane)”. Anche così, Earl non ha abbandonato le sue tendenze criptiche; in “Sisyphus”, trasforma le immagini mitologiche nell’esaurimento quotidiano, paragonandosi alla figura condannata “spingendo tutto questo peso in salita” dopo un “Giornata lunga, davvero”.

La produzione di Surf Gang funge da tessuto connettivo in tutto il film. Invece di attenuare le differenze, le rendono più acute, deformando il calore di MIKE in qualcosa di inquietante e spingendo il minimalismo di Earl verso l’astrazione meccanica. I ritmi sembrano instabili ma intenzionali, dando a entrambi gli artisti lo spazio per operare mantenendo un’identità sonora coesa, anche se in costante cambiamento.

Con una durata di poco più di un’ora, “Pompeii // Utility” è innegabilmente un lungo ascolto e occasionalmente cede sotto il peso della propria ambizione. Ma in quell’eccesso si nasconde il suo scopo: un ritratto inquieto e in evoluzione di MIKE e Earl Sweater in un punto in cui la convergenza sembra meno una destinazione e più un processo continuo.

Dettagli

  • Etichetta discografica: 10k/Tan Cressida/SURF GANG Records
  • Data di rilascio: 3 aprile 2026