Dopo un ulteriore scivolamento lungo la spirale del destino senza alcun cambiamento e senza giustizia – indipendentemente da chi sia al comando – ci ritroviamo in una sorta di terra desolata post-apocalittica: nel profondo di “The Demise Of Planet X”. Gli Sleaford Mods hanno già suonato la marcia funebre per la speranza in Blighty nella livido e vitale ‘UK Grim’ del 2023, ma sin dalla polemica rivoluzionaria ‘Austerity Dogs’ del 2013, il controverso duo noise di Nottingham ha abbaiato da dietro i bidoni contro un sistema top-down che ama vederti litigare per gli avanzi.
Viene dall’intestino, gettando le basi concrete macchiate di piscio per così tanti nomi che avrebbero riempito i conti di Brixton Windmill e le playlist di 6 Music nell’ondata punk da allora, diventando un’istituzione senza il fascino internazionale o la ricchezza degli altri. Sono essenzialmente i Sex Pistols dello sprechgesang di oggi, e rimangono altrettanto singolari e senza compromessi.
Non che siano amari. “Non mi sto dando da fare, ragazzi, lo darò stile“, sputa Jason Williamson nel brano di apertura “The Good Life”, definendola una giornata dedicata a insultare le altre band (ha recentemente seppellito l’ascia di guerra con Joe Talbot degli IDLES in tempo per entrare nella sua lista delle cartoline di Natale). I soul-punk di Birmingham The Big Special e Guerre stellari E Game of Thrones la star Gwendoline Christie recita il suo monologo interiore su dove collocare la sua rabbia in un mondo folle: “Sono l’uomo MAGA con una mano mozzata, sono il ciclista acrobatico di Evel Knievel in una fottuta terra da nessuna parte”.
La furia di Williamson è un brodo fatto dal “7 ottobre, poi il genocidio, questa nuova ondata di nazionalismo in questo Paese, il fatto che non abbiamo affrontato il Covid”, come ha detto Music Attitudemescolato in pentola con “il marciume che sono i social media, i nostri problemi, le introspezioni e i traumi”. “Double Diamond” combatte i postumi di una sbornia, contro tutti i demoni che aspettano sul fondo della bottiglia e della borsa, il flirt pop “Elitist GOAT” (assistito da Aldous Harding) sconfigge coloro che sono attivisti solo per un senso di superiorità, e “Megaton” riflette lo sconcerto per l’orrore trasmesso in live streaming, le guerre culturali sui social media e i traumi di massa.
Gli Sleaford Mods non si trovano mai nella stessa stagnazione della stasi che li ispira. La rabbia impotente di Williamson è irta di umorismo, brutale onestà e immagini creative da farti indovinare, mentre il polistrumentista Andrew Fearn – che si fa avanti come co-produttore in questo disco – aggiunge lampi di colori e luci che contrastano tra generi, per rendere questo il disco musicalmente più ambizioso e diversificato della band fino ad ora. C’è una sfacciataggine nel dance rock con sfumature garage di “No Touch” con la leggenda di Life Without Buildings Sue Tompkins, “Bad Santa” respira con un Massive Attack che incontra la minaccia del kung-fu di un film di serie B, “Don Draper” ha il giocoso rimbalzo hip-hop di una Cortina malconcia con l’idraulica e la title track suona una rivisitazione distorta di La rotonda magica tema per portarci in un giro stravagante del manicomio.
Cosa fai dopo la fine? “Compra roba adesso“, offre Williamson sullo ska del darkweb del più vicino ‘The Unwrap’. Non puoi uscire da questa situazione a spese. Alzati. Potremmo essere in un declino senza fine, ma questo non significa che dovresti prenderlo da sdraiato.
Dettagli
- Etichetta discografica: Commercio approssimativo
- Data di rilascio: 16 gennaio 2026




