Viviamo in un’epoca di moltitudini. Le nostre emozioni oggi passano dalla gioia all’orrore all’umorismo con il semplice tocco di un dito che fa scorrere il destino. Allo stesso modo, l’arte di quest’epoca ha iniziato a riflettere questa mania senza confini. Scopri il tropo del multiverso nel cinema e l’abbraccio della musica pop a temi più oscuri e produttori d’avanguardia. La storia culturale recente potrebbe addirittura essere vista come una corsa agli armamenti di crescente complessità emotiva; dalla sincerità modernista allo scetticismo postmoderno alle molteplicità contemporanee.
Questo tipo di stati d’animo oscillanti sono qualcosa che Clothesline From Hell (il progetto solista del polistrumentista di Toronto Adam LaFramboise) utilizza con disinvoltura intuitiva. La musica accessibile ma delicatamente complessa che propone nel suo album di debutto “Slather On The Honey” è allo stesso tempo rilassata ma ansiosa, gradita ma sinistra, onesta ma guardinga. Il suo soprannome riflette questo. Tratto da una brutale mossa di wrestling, non dà alcun accenno alle sfumature degli stati d’animo contenuti al suo interno.
La tavolozza distintiva dell’album vede la voce morbida e profonda di LaFramboise sedersi su strati complessi di ritmi di drum machine e delicate chitarre acustiche, che spesso si trovano a metà tra il folk e il rock matematico. In modo impressionante, tuttavia, la miscela risultante spesso suona molto diversa da questi singoli descrittori. LaFramboise fa un lavoro impressionante nel trasformare questi ingredienti in qualcosa che assomiglia alla sua ricetta distinta, ma allo stesso tempo è pieno di sapori inaspettati.
Nei suoi momenti più rilassati, queste otto tracce oscillano tra effervescenza psych-rock, espressione emo e trame trip-hop. Ti ritrovi a pensare a vari punti di riferimento, come “Play Me, Annie”, che suona come una Unknown Mortal Orchestra più ad alta definizione; tutte le eleganti ottave di chitarra interagiscono con le voci dei timpani. Poi c’è “Drug Of Choice”, la cui spavalderia lunatica è molto in stile Nine Inch Nails. Tuttavia, i costanti significanti musicali di LaFramboise assicurano che ogni digressione assomigli ancora alla sua visione mercuriale.
L’album a volte si sposta anche in una modalità massimalista particolarmente coinvolgente. “On Ice” è la migliore dimostrazione dell’immaginazione musicale del suo creatore. Definito da ripetuti colpi di distorsione che tagliano la traccia come un coltello da intaglio, è carico di quelle tipiche chitarre acustiche e di ritmi strani e ipnotici. Ciò consente alla traccia di oscillare rapidamente tra il sereno e l’inquietante. “Whoever You Are…” sovrappone anche trame abrasive su queste basi delicate, questa volta diffondendo una brillante melodia di synth o chitarra (è intenzionalmente difficile da dire) sulla traccia come la glassa colorata su un dessert zuccherato.
Questa capacità di far scontrare stati d’animo contraddittori in brevi istanti è ciò che dà a “Slather On The Honey” il suo vantaggio. È una testimonianza sia delle capacità di LaFramboise che sia in grado di farlo pur rendendo accessibile l’indie-pop (per collocarlo in un genere molto ampio) sia anche del nostro attuale ambiente di cultura pop, che è sempre più a suo agio con opere di complessità affascinante, ma del tutto intuitiva.
Dettagli
- Data di rilascio: 16 gennaio 2026
- Etichetta discografica: 444%
Il post Clothesline From Hell – Recensione di ‘Slather On The Honey’: una raccolta concisa di sorprese che stravolgono il genere è apparsa per la prima volta su Music Attitude.





