Beabadoobee – Recensione ‘Pylon’: fare pace con il caos di avere circa venticinque anni

Beabadoobee Pylon Review

C’è un tipo molto particolare di panico che piomba quando si raggiungono i venticinque anni. È come se non avessi la minima idea di dove stia andando il resto della tua vita, e in qualche modo ci si aspetta che ti comporti come un adulto quando in fondo ti senti ancora un adolescente. Per Beabadoobee, quell’incertezza ha alimentato un rovente quarto album, ‘Pylon’. Ispirata dall’isolamento, dalla nostalgia, dalla rabbia e dall’ossessione romantica che l’hanno colorata negli ultimi anni, Beatrice Laus ha realizzato il suo disco più potente finora.

Il titolo è un’analogia appropriata. I tralicci sono punti fissi in un paesaggio mutevole, trasportano energia su lunghe distanze, ma hanno anche funzionato come un ricordo di casa mentre Laus era in viaggio, separata dalle persone che amava. Musicalmente, anche “Pylon” segna un cambiamento significativo. Carico di chitarre distorte, grunge, rock radiofonico degli anni ’90 ed emo del Midwest, ha i collaboratori giusti: Hayley Williams, Brendan Yates dei Turnstile, Evan Stephens Hall dei Pinegrove, Chino Moreno dei Deftones, Matty Healy e George Daniel fanno tutti la loro apparizione, mentre Shane Moran dei Title Fight ha co-scritto otto brani della raccolta.

Il singolo principale “Sun Has Set” prepara la scena, trasformando il risentimento in euforia mentre Laus ringhia: “Quando dico: ‘Non saremo mai amici’ / voglio dire, non faremo mai finta.” Questo sentimento attraversa la prima metà del disco, mentre “Switchblade” gioca con l’istinto di combattere o fuggire e “Write Me A Letter” passa dall’indie-pop al ribollente pop-punk. Ispirato dalla vergogna di ammettere le proprie malefatte, è carico dell’energia ansiosa di crescere fino all’età adulta.

La seconda metà raffredda le cose, segnata da “Memories”, che Laus definisce la canzone più felice dell’album. Romanticizzando momenti passati, ricorda la sua adolescenza in cui scriveva da sola nella sua camera da letto, sentendosi “triste da morire”. È anche il luogo in cui “Pylon” attira alcune delle sue collaborazioni più importanti. Williams appare in “Nothing To Prove”, conferendo ulteriore intensità a una canzone sulla rivendicazione del potere da parte degli amici del bel tempo. In “Spark”, scritto in collaborazione con Hall, Laus si appoggia a immagini oblique e più oscure, mentre il verso di Yates in “Powerlines” si inserisce perfettamente accanto al suo mentre riflettono sul tornare sempre a qualcuno, nonostante il passare del tempo.

È in questi momenti che la maturità emotiva e le credenziali di compositore di Laus brillano di più. La più vicina “Satellite”, con la voce di sottofondo di Moreno, cementa quella sensazione, mentre canta, “Ogni giorno il destino scorre come se avessi perso ogni controllo / dono alla generazione, una nuova infatuazione / Se solo sapessi come affrontare i tempi”. ‘Pylon’ sembra deliberatamente irrisolto. Beabadoobee non ha le risposte alle ansie che derivano dalla crescita e non sembra averne bisogno. C’è qualcosa di liberatorio nel semplice ammettere che stai ancora cercando di capirlo.

Dettagli

  • Etichetta discografica: Dirty Hit/Interscope Records
  • Data di rilascio: 18 settembre 2026