Promettere un album di debutto “classico” due anni prima che arrivi richiede un tipo speciale di coraggio, ma questo è ciò che l’ultima grande brillante speranza irlandese dei Cardinals si proponeva con ‘Masquerade’. Da allora, non c’è stato motivo di dubitarne.
I cinque elementi di Cork hanno fatto molta strada dai primi festival e hanno supportato i concerti con artisti del calibro di altri connazionali, future icone della chitarra, Fontaines DC, con il frontman Grian Chatten che li ha consacrati “la sua band irlandese preferita”. Lungo la strada il Music Attitude 100 ex-alunni e recenti Copertina le star hanno stuzzicato il nostro appetito con un solido EP omonimo e una serie di shoegaze stordito e indie agitato da far tremare i teschi. “Masquerade” è all’altezza della loro offerta?
Ottenere la vecchia scuola con un lato A e un lato B adeguati è un buon inizio. La traccia di apertura “She Makes Me Real” cattura l’abilità dei Cardinals per il dolce post-punk-pop con un ventre graffiato e torturato dove, per quanto bello possa sembrare, “fa male oltre ogni immaginazioneL’indie discontinuo con la fisarmonica folk fiorisce alla guida del pezzo forte del festival ‘St Agnes’, l’auto-riconoscimento della traccia del titolo che brucia lentamente e il diretto e sincero ‘I Like You’.Non cambiare i tuoi capelli per me, se ci tieni ancora a me“, canticchia il frontman Euan Manning con sapiente semplicità, prima che la convulsa cacofonia di “Over At Last” crolli nel lato B.
È qui che le cose si fanno davvero complicate. “Lo so, non sono l’unico a soffrire“, sputa Manning sul fuoco e lo zolfo di ‘Anhedonia’, irto di violenza e ansia che svela l’oscurità della seconda metà. “E riesco a malapena a respirare, alcol ed estasi, Aperol e THC“, osserva il frontman in ‘Barbed Wire’ – un tour nocivo nella sua città natale – mentre l’ombra di Robert Smith danza sulla canzone d’amore gotica piena di dubbi di ‘Big Hollow Heart’: “Dato che le mie gambe sono fatte a pezzi e mi sento sempre di merda, beh con te mi sento bene”.
In tutto, c’è un’energia nervosa che parla alla vita nel 2026, mai più che nella nauseante disperazione del momento clou dell’album “The Burning Of The Cork”, che riflette le atrocità passate commesse dalle forze britanniche in Irlanda con l’orrore in corso a Gaza; una storia brutale che si ripete”ancora e ancora e ancora“As I Breathe” termina opportunamente con qualcosa di più simile a un sospiro che a un botto; prendere una boccata e fare pace con l’esistenza nei migliori termini possibili, dato tutto: “Eppure il mio cuore è puro, me lo fa odiare ancora di più, so quanto sono debole”.
‘Masquerade’ è un classico? Il tempo lo dirà e i Cardinals hanno dimostrato il potenziale per diventare qualcosa di più speciale. Per lo meno, hanno realizzato un disco che è tristemente ma meravigliosamente in sintonia con questi tempi e con le cicatrici delle loro origini. Questa è la verità di una band che non ha altra scelta se non quella di farlo.
Dettagli
- Etichetta discografica: Così giovane
- Data di rilascio: 13 febbraio 2026




