Kelela – Recensione ‘Nuovo Avatar’: trovare la forza nella moderazione

Kelela – Recensione 'Nuovo Avatar': trovare la forza nella moderazione

Kelela occupa da tempo una corsia tutta sua. Attraverso il suo storico mixtape “Cut 4 Me” e gli acclamati album “Take Me Apart” e “Raven”, l’artista è diventata uno degli architetti che definiscono l’R&B alternativo, sposando elettronica liquida, musica da club elegante e sorprendente intimità emotiva in un suono tutto suo. Il suo ultimo album “New Avatar” spinge quell’universo singolare da qualche parte più terrestre. Le chitarre Shoegaze sfiorano sintetizzatori cristallini, ritmi house e armonie leggere mentre rivolge lo sguardo verso un mondo che rifiuta sempre più di offrire risposte facili.

Questo cambiamento si annuncia immediatamente all’apertura “Idea 1”. Chitarre potenti si scontrano con sintetizzatori astrali in uno dei momenti più importanti dell’album, suggerendo quello che potrebbe essere il disco più conflittuale dal punto di vista sonoro mai realizzato da Kelela. Ha descritto la canzone come un’esplorazione del peso imposto alle donne nere di “testimoniare, assorbire e dire la verità” mentre il mondo si dipana intorno a loro – e invece di cercare di offrire una soluzione o dare cieco ottimismo, affronta quel disagio a testa alta. Con una dichiarazione di intenti così accattivante, si potrebbe pensare che “New Avatar” affronterebbe il caos frontalmente, ma Kelela attacca questa tesi in un modo molto più silenzioso.

Questa moderazione è il nucleo emotivo dell’album. Nella straordinaria “Point Blank”, bassi house rimbalzanti, batteria ombrosa e rintocchi elettronici lasciano generose sacche di spazio per far respirare le parole di Kelela. “Ormai ho ricevuto / Le armi sono puntate contro di me,” ammette tranquillamente, prima di sprofondare sempre più nell’esaurimento: “E più mi preoccupo, più piangi / Mi hai fatto lavorare mentre dormi profondamente”. Il silenzio tra la splendida produzione trasforma la pista da ballo in una meditazione sull’autonomia e sull’esaurimento, il tutto mentre lei gioca con l’impossibile atto di equilibrio tra dare costantemente e cercare di trattenere qualcosa per te.

Altrove, Kelela dimostra quanto espansiva possa essere questa moderazione. “LinkNB” inietta una gradita esplosione di rimbalzo di New Orleans nel ritmo misurato dell’album, mentre “Don’t Piss Me Off” perfeziona il suo minaccioso minimalismo house poiché la sua ribollente frustrazione non trabocca mai. Fousheé galleggia senza sforzo al suo fianco nella technicolor “New Life Forms”, prima che PinkPantheress si dimostri un ispirato contraltare in “The Bridge” – la zuccherina corsa drum’n’bass di quest’ultima porta brevemente il disco in un territorio euforico. La traccia di chiusura “If We Meet Again” riduce tutto a poche note rotanti e armonie leggere come piume mentre Kelela rivendica silenziosamente la sua autostima: “Non ti muovi abbastanza forte / Mi stai giocando in faccia, ecco perché mi arrendo”.

Al di là della sua corsa iniziale, “New Avatar” si assesta in un registro così meravigliosamente controllato che, a volte, le canzoni iniziano a confondersi insieme, lasciandoti desiderare che Kelela di tanto in tanto lasci che le chitarre ringhino più forte o che l’elettronica travolga la stanza. Ma Kelela è altrettanto imponente quando è in bilico e, nonostante sia alle prese con stanchezza, dolore e frustrazione, questa compostezza è la più grande forza dell’album. In tal modo, “New Avatar” diventa un’altra evoluzione immersiva nel mondo di uno degli artisti più singolari dell’R&B alternativo.

Dettagli

  • Etichetta discografica: Record di curvatura
  • Data di rilascio: 10 luglio 2026