Sly Dunbar, il batterista giamaicano noto come metà dell’iconico duo di produzione Sly & Robbie, è morto all’età di 73 anni.
La notizia è stata confermata oggi (26 gennaio) dalla moglie Thelma, che lo ha riferito al giornale giamaicano La Spigolatrice: “Stamattina verso le sette sono andato a svegliarlo e non rispondeva. Ho chiamato il medico e questa era la novità.”
Non è stata fornita la causa della morte, ma secondo quanto riferito era malato da tempo.
Dunbar sviluppò uno stile di batteria distintivo che si ispirava ai ritmi tradizionali giamaicani così come al rock, al funk e al soul, arrivando a definire una generazione di musica reggae.
Lui e il bassista Robbie Shakespeare unirono le forze nel 1972 e si stima che la loro sezione ritmica abbia suonato in più di 200.000 registrazioni. Furono arruolati da molti dei loro contemporanei d’élite, tra cui Peter Tosh, Jimmy Cliff e Black Uhuru e quel successo li vide poi lavorare con artisti del calibro di The Rolling Stones, Bob Dylan e Grace Jones.
Lowell Fillmore ‘Sly’ Dunbar è nato a Kingston il 10 maggio 1952 e ha iniziato a suonare all’età di 15 anni. Una delle sue prime registrazioni è stato il classico singolo “Double Barrel” di Dave e Ansell Collins, che è diventato un singolo numero uno nel Regno Unito.
Ha stretto un legame con Shakespeare grazie al loro amore condiviso per i suoni della Motown, del Philly soul e della Stax Records, così come per le etichette giamaicane Studio One e Treasure Isle. Divennero la house band di Tosh, suonando in cinque dei suoi album, e divennero molto richiesti.
Si identificarono con il suono “rub a dub” nei primi anni ’80 e abbracciarono la produzione assistita da computer, con il fondatore della Island Records Chris Blackwell che li rese il nucleo dei Compass Point All Stars, che produssero album classici di Grace Jones, Gwen Guthrie e Joe Cocker.
Costituirono la sezione ritmica centrale di “Infidels” di Dylan nel 1983 e contribuirono all’album “Dirty Work” degli Stones del 1986. Altre collaborazioni includevano Bootsy Collins, Jackson Browne, Joan Armatrading, Dennis Brown, Gary Barlow, Ian Dury, Yoko Ono, Sinead O’Connor e Simply Red.
Cominciarono a registrare i propri album come Sly & Robbie, spesso continuando a sperimentare con suoni elettronici, e ottennero un successo nel 1987 con “Boops (Here To Go)”. Nel corso del tempo, hanno incorporato stili pop globali nel loro lavoro, tra cui il latino e la dancehall.
Dai un’occhiata a una serie di tributi a Dunbar qui:
L’astuto Dunbar
10 maggio 1952-26 gennaio 2026
Riposa nel potere 🕊️ pic.twitter.com/6mw2GV3kER— The Wailers (@TheWailers) 26 gennaio 2026
Le parole non possono descrivere quanto mi si spezza il cuore nel sentire della scomparsa del mio amico e leggenda, Sly Dunbar 😢 pic.twitter.com/tCQvPbxyo3
— ALI CAMPBELL (@UB40) 26 gennaio 2026
#SlyDunbar
Profondamente addolorato apprendere della scomparsa di una vera iconaUno dei più grandi batteristi di tutti i tempi
Un produttore di innumerevoli successi le cui opere hanno definito il suono che il mondo conosce come Reggae e DancehallUn vero gentiluomo di classe e mentore per tanti di noi
È stato un… pic.twitter.com/OgljfqjHqu
— Junior Rodigan (@JuniorRodigan) 26 gennaio 2026
Questo è un concerto speciale che ebbe luogo in Germania nel 1981. I Black Uhuru erano accompagnati da Sly Dunbar, morto oggi, alla batteria, e Robbie Shakespeare al basso. I membri dei Black Uhuru questa notte erano Michael Rose, Puma Jones e Duckie Simpson.
Sly suona la batteria come un… pic.twitter.com/eXEsdOjdQt
— Hopewell Chinono (@daddyhope) 26 gennaio 2026
Dunbar ha ricevuto 13 nomination ai Grammy nel corso della sua carriera, vincendone due: per “Anthem” di Black Uhuru nel 1985 e per l’album “Friends” di Sly & Robbie del 1999.
Shakespeare è morto nel 2021 all’età di 68 anni in seguito a un intervento chirurgico ai reni.




