Ari Lennox – Recensione ‘Vacancy’: sentimento vecchia scuola con svolazzi moderni

Ari Lennox – Recensione 'Vacancy': sentimento vecchia scuola con svolazzi moderni

Rispetto ai suoi contemporanei, Ari Lennox si è dimostrata da tempo un’anima tradizionalista. In contrasto con l’angoscia pop di SZA e il tentativo di trap-soul di Summer Walker, Lennox annuisce costantemente all’R&B nella sua forma più pura, posizionandosi come una discendente di luminari degli anni ’90 e dei primi anni 2000 come Jill Scott ed Erykah Badu. In “Vacancy”, tuttavia, bilancia abilmente quell’anima vecchia scuola con svolazzi moderni che si allineano con il suono di oggi. del giorno.

Incoraggiato da sfondi caldi e dal suo soprano scintillante, il terzo album di Lennox – il primo da quando ha lasciato l’impronta Dreamville di J. Cole – è senza dubbio il più accessibile fino ad ora. Laddove il suo predecessore, “età/sesso/località” di 2022, si inclinava verso l’interno, dando priorità all’introspezione adulta e sexy, “Vacancy” vede il cantante imperniato verso una giocosità percettiva e un lirismo esilarante.

Nell’incisiva traccia del titolo, che funge anche da estesa metafora del sesso (“Oooh tesoro, voglio che tu riempia questo posto vacante”), implora il suo amante di usare la lingua “come una spina”. Lo yoga diventa un sostituto non così sottile della flessibilità della camera da letto in “Pretzel” (“Girami e piegami… adoro come mi arrotoli, lo metti in un pretzel”), mentre lei promette di farlo “premi quel tasto alto” se lui “fa il cattivo” sulla vivace ‘High Key’. Altrove, Lennox trasforma la frustrazione romantica in una commedia basata sul fantastico “Oroscopo”, incolpando l’astrologia di un anno di relazioni fallite prima di arrivare alla battuta finale che questi ragazzi “metti l’ho nell’oroscopo”. Le allusioni possono rasentare il banale, ma riescono perché Lennox si impegna con loro con gioia contagiosa.

Dal punto di vista sonoro, “Vacancy” è intriso dell’eleganza sensuale che è diventata la firma di Lennox. L’apertura dell’album “Mobbin’ in DC” scivola su pianoforti, rullanti e trombe che evocano un neo-soul vintage che ricorda il periodo d’oro dei Soulquarians, mentre le voci doo-wop in loop brillano sotto la straordinaria “Under the Moon”. L’unica eccezione stilistica è “Soft Girl Era”, una vivace celebrazione della femminilità nera fatta su misura per la rotazione radiofonica. Non sorprende che il brano sia stato gentilmente concesso dagli hitmaker Jermaine Dupri e Bryan-Michael Cox, anche se i momenti più forti di “Vacancy” rimangono quelli che collocano saldamente Lennox nella sua borsa da cantante sexy.

“Vacancy” perfeziona ciò che Lennox ha sempre saputo fare meglio: istinto melodico, umorismo come meccanismo di difesa e desiderio con un occhiolino. I piaceri dell’album sono tattili e immediati, il tipo di R&B costruito per luci soffuse e testi a tarda notte. Se il genere è perennemente intrappolato tra nostalgia e novità, allora ‘Vacancy’ prospera vivendo nel presente.

Dettagli

  • Etichetta discografica: Record Interscope
  • Data di rilascio: 23 gennaio 2025