Foo Fighters – Recensione ‘Your Favorite Toy’: ritorno alle basi muscolose

Foo Fighters – Recensione 'Your Favorite Toy': ritorno alle basi muscolose

Negli ultimi due decenni, Dave Grohl ha sempre avuto un gancio a cui appendere ogni nuovo disco dei Foo Fighters. “In Your Honor” era un doppio album duro e morbido, mentre il successivo “Echoes, Silence, Patience & Grace” condensava questi due lati in un unico disco. Alla ricerca dell’autenticità, registrarono “Wasting Light” nel garage di Grohl, prima di registrare otto canzoni in otto città diverse per “Sonic Highways”. “Concrete and Gold” è ruotato verso il pop; “Medicine at Midnight” mirava a un’ampia tavolozza stilistica; “Ma eccoci qui” faceva i conti con un dolore impensabile.

Prima di ‘Il tuo giocattolo preferito’, però, Grohl è stato più taciturno. Una delle poche osservazioni che ha fatto nel disco su questo dodicesimo album dei Foo Fighters è che “sembra nuovo”, il che è curioso, perché suona come i Foo Fighters di un tempo. Il suo cugino stilistico più vicino nel catalogo della band è il loro debutto omonimo, scritto e quasi interamente registrato da solo da Grohl mentre stava frugando tra le macerie post-grunge dei Nirvana.

Nella migliore delle ipotesi, “Your Favorite Toy” ribolle con lo stesso tipo di energia punk a nervi scoperti della prima iterazione della band. La spavalderia guidata dai riff della title track è un esempio calzante, così come la bruciante e rabbiosa “Of All People”, che evoca il singolo del 1995 “I’ll Stick Around” – il cui obiettivo lirico non è Courtney Love, ma uno spacciatore che Grohl conobbe negli anni ’90 e che miracolosamente sfuggì alla morte e al caos che avevano contribuito a seminare.

“Spit Shine” e “Amen, Caveman” sono altri brani di spicco, trascinando l’ascoltatore con il loro ritmo vertiginoso mentre infondeno abilmente una tavolozza strumentale hard rock con una melodia contagiosa. Questo è il loro primo album con il nuovo batterista Ilan Rubin, ex Nine Inch Nails, e supera l’audizione a pieni voti; i brani migliori tendono ad essere quelli su cui il suo fragoroso lavoro percussivo detta il ritmo.

Dal punto di vista vocale, Grohl ha riscoperto il suo ruggito, ma il lirismo non è mai stato il suo punto di forza, e gran parte di esso qui è buttato via; coloro che cercano segni di dove sia la sua testa dopo lo scandalo della sua infedeltà due anni fa rimarranno ampiamente delusi. Ma un’eccezione affascinante è ‘Child Actor’, in cui Grohl – che è arrivato ad assaporare i riflettori dopo 30 anni come frontman dei Foos – esamina risolutamente il suo bisogno di convalida; è il suono di qualcuno che si è buttato giù dal proprio trespolo cercando risposte nello specchio.

“Your Favorite Toy” è qualche traccia in più di quella profondità, lontana dall’essere il disco più vitale dei Foo Fighters dai tempi di “The Color and the Shape” del 1997. Per ora, almeno, si sono ricordati che il punk senza fronzoli, suonato velocemente e ad alto volume, si adatta molto meglio al dad-rock di mezzo.

Dettagli

  • Etichetta discografica: Roswell Records/Columbia Records
  • Data di rilascio: 24 aprile 2026