Il trio di San Francisco Midrift è uno dei nomi in più rapida ascesa della musica alternativa. Arrivando in un momento in cui lo shoegaze è al suo apice commerciale – e dove quasi tutto ciò che è intriso di riverbero e ambiguità emotiva viene etichettato come tale – “Silhouette” vede Midrift entrare direttamente in quella conversazione. Ma mentre l’album cede sotto il peso delle sue influenze, a volte è difficile dire esattamente cosa la band stessa stia cercando di dire.
Il gruppo ha già accumulato milioni di stream attraverso singoli virali come ‘Twin Flames’ e ‘Unrequited’, costruendo slancio attraverso slot di supporto con Fleshwater e Angel Du$t, ed è persino arrivato sulla Music Attitude 100 all’inizio di quest’anno. Ciò che rende più sorprendente la loro ascesa è la loro età. Il cantante e chitarrista Gus Mehrkam e i fratelli Manoa (basso) e Kai Neukermans (batteria) hanno appena finito la scuola superiore, ma si comportano già con un’innegabile maturità. Il loro suono macabro si appoggia completamente a quella tensione; L’angoscia adolescenziale pulsa attraverso la miscela di emo, shoegaze e post-hardcore di Midrift, come se si trascinassero attraverso decenni di relazioni contuse e ricadute emotive.
I momenti più forti dell’album arrivano in “Over Anything” e “Safe And Sound”. La prima bilancia gli accumuli atmosferici con un rilascio esplosivo e una grinta genuina, mentre “Safe And Sound” abbina intricate chitarre in stile emo del Midwest con linee dolorosamente sincere come, “se qualcosa è reale / allora dimmi come mi sento”. Insieme, si sentono come gli esempi più chiari di Midrift che riesce a sfuggire all’imitazione e a ritagliarsi completamente il proprio stile. Altrove, “Not Far Gone” cattura la frustrazione adolescenziale attraverso riff vivaci e un campione vocale frammentato che rendono la traccia profondamente personale. La traccia di chiusura “If You Have To Go” è davvero devastante, chiudendo il disco in un turbinio di voci esauste e urlate e di una strumentazione trascinante.
Ci sono chiari echi di Basement nel denso lavoro chitarristico di fascia bassa e denso di Midrift, mentre le loro ansiose esplosioni vocali sembrano in debito con il suono di Title Fight. A volte, sembra che la band abbia assorbito un archivio di musica alternativa degli anni 2010 e lo abbia riconfezionato per l’era TikTok. La sfida ora, però, è riuscire a ritagliarsi un’identità sufficientemente distinta da sfuggire all’ombra di quelle influenze.
Tuttavia, anche se “Silhouette” scivola in un ritmo prevedibile di scoppi mid-tempo e profitti esplosivi, l’album sembra significativo. I Midrift non stanno tanto reinventando lo shoegaze, quanto spingendolo in prima linea nelle abitudini di ascolto della Gen Z. Per una band così giovane, l’immediatezza emotiva dell’album li pone già molto più avanti rispetto a molti dei loro coetanei, e per questo meritano i loro fiori.
Dettagli
- Etichetta discografica: Autoprodotto
- Data di rilascio: 5 giugno 2026




