Arca – Recensione ‘XXXXX’: il viaggio psichedelico del grande sperimentalista dell’elettronica

Arca – Recensione 'XXXXX': il viaggio psichedelico del grande sperimentalista dell'elettronica

È difficile sapere cosa aspettarsi ogni volta che Arca invita a un nuovo mondo. Se l’ambiziosa pentalogia del 2021 di Alejandra Ghersi “Kick” è stata un tuffo nell’avant-pop mainstream, allora il suo nuovo album “XXXXX” è il suo ritiro nell’introspezione, dove prospera sfrenata e senza vincoli in mezzo al caos e alla distorsione. Descritto come “tutto in una volta”, Arca danza tra psichedelia e aritmia nel disco, tessendo una rete inebriante che attira gli ascoltatori nella sua solitaria tana techno.

Sebbene “XXXXX” sembri più a suo agio nella distorsione – offrendo diverse interpretazioni di “Heart”, “Raver”, “Futurality” e “Grip” – ci sono altri elementi che ne contrastano il caos ribelle. “Finisher” è la versione di Arca della musica classica, che fonde archi inquietanti con sintetizzatori inquietanti e inquietanti. Il brano è quasi interamente strumentale, ma termina con una poesia sussurrata: “Non sei mai stata veramente sola e tutto l’amore di cui hai bisogno, tutto l’amore di cui hai bisogno, è dentro di te. Ora che lo sai, diventa diva.” Lo sprechgesang si trasforma in ‘Taconeando’, mostrando Arca ora in piena forma “perra” con bassi pulsanti e testi audaci. “So che vuoi che venga” lei canta. “Chi lo vuole? Lei lo vuole.”

“Fxck” è senza dubbio la gemma dell’album, e forse la più appetibile e ritmata del gruppo. È costruito su una base essenziale con sfumature reggaeton e presenta i testi osceni e rumorosi per cui Arca è famosa. “Fottimi come mi ami, fottimi finché non svengo,” canta prima di proclamare “uccidere il padre” come CTA per rompere il copione di genere della società. Allo stesso modo, in “Eidolon”, lei urla “lasciamo che Troia bruci” E “bruciare la terra”. È intrappolante e mostra uno scorcio di vulnerabilità, che è fondamentale considerando i temi degli esseri umani sia contro che intrisi della macchina nella sua opera. “Rompilo”, Arca ripete, prima che il suo discorso AutoTuned venga richiamato “Lo giuro su Dio” e la traccia esplode in una valanga di glitch.

Arca conclude l’album con una nota più morbida ma straziante con “Sueño”, un grido di aiuto dolce, straziante e stravagante che evoca progetti passati come “Xen”. “Smettila, spegni, spegni” urla, in bilico tra vulnerabilità e rabbia. Inserisce anche altri brani strumentali in ‘XXXXX’ – da interludi ambient come ‘Throb’ a crescendo rimbalzanti come ‘Syncope’ che attaccano gli ascoltatori e poi si fermano all’improvviso. Queste tracce agiscono come un collante che tiene insieme l’album e spesso sono l’unica tregua dall’intensità.

Intrattabile, disorientante e abrasivo, ‘XXXXX’ è un disco che non è disposto ad accontentarsi di un singolo suono, anche se ciò significa cedere alla frattura sonora. A volte il flusso si perde e la cacofonia prende il sopravvento; potrebbe essere necessario fermarsi e riorganizzarsi prima di continuare ad ascoltare. Ma questo mix contraddittorio e sbalorditivo è proprio ciò che Arca stava cercando, dimostrando che i suoi paesaggi sonori non hanno confini né legami commerciali. Per i puristi dell’IDM, questa è probabilmente la più grande vittoria di ‘XXXXX’, anche se ciò significa rischiare di alienare il resto del pubblico.

Dettagli

  • Etichetta discografica: Registrazioni XL
  • Data di rilascio: 31 luglio 2026