Waylon Wyatt – Recensione di ‘Dustpiles’: la stella nascente del country è qui per prenderti al lazo il cuore

Waylon Wyatt – Recensione di 'Dustpiles': la stella nascente del country è qui per prenderti al lazo il cuore

L’autenticità è senza dubbio la valuta principale nella musica country. Bene, quello e il doppio denim. Non siamo sicuri della posizione ufficiale del diciannovenne Waylon Wyatt su TikTok su questo look controverso, ma ha sicuramente un approccio interessante all’altra questione al centro del genere. L’anno scorso, quando ha graziato Music Attitude‘S La copertinaha spiegato che i suoi brani emotivamente strazianti non riguardano sempre l’esperienza vissuta e, in effetti, sono stati ispirati da tutto, da Forrest Gump al vistoso reality show Mamme danzanti.

Anche il suo nome tosto è una sorta di invenzione, dato che Wyatt è in realtà il suo secondo nome e il suo vero cognome è Potter. Piuttosto che indicare qualsiasi tipo di insincerità, tutto ciò punta al talento e all’ingegno dell’adolescente cresciuto nell’Arkansas, qualità che sono in abbondanza nel suo album di debutto, “Dustpiles”, che segue un paio di EP altrettanto crudi e basati sull’acustica.

Nella title track di chiusura, una canzoncina in sordina adornata da un tocco elegiaco di violino, espone la vulnerabilità che rende gran parte della sua musica così sorprendente: “Ho messo il mio cuore sul tavolo come opzione / Puoi prenderlo o lasciarlo lì.” Il meditabondo “But There Was A Time” soffre per la linea stanca del mondo: “L’amore è una cosa divertente / Il modo in cui dà e prende.” C’è così tanto dolore e rimorso in questo disco – molto più di quanto avrebbe dovuto sapere prima del suo ventesimo compleanno.

In effetti, Wyatt ha già sopportato la tragedia ben oltre la sua età: il cantante in erba era ancora un bambino quando suo fratello Dylan si tolse la vita. Dylan era un chitarrista, cosa che ha ispirato Waylon a imparare a suonare lo strumento in omaggio. Il risultato finale è la traccia di punta dell’album “Everything Under the Sun”, un successo di TikTok che Wyatt scrisse quando aveva solo 16 anni. Gli elementi che lo rendono un artista così entusiasmante erano già presenti: l’urgenza del suo modo di suonare, la crudezza della sua voce, l’orecchiabilità di una melodia allegra intaccata da testi ingannevolmente innamorati.

Non è al di sopra degli strani cliché (“Non sei stanco di essere malato e stanco?” chiede nel leggero “Otherside”) ma, nel complesso, è il dono di Wyatt per la narrazione che risalta davvero qui. “The Dress” inizialmente sembra il racconto meccanico di un uomo che sceglie un regalo per la sua dolce metà, finché non si scopre che sta effettivamente selezionando il suo abito funebre, un trucco narrativo accurato che riecheggia “Long Black Limousine” di Elvis. Qualunque sia l’ispirazione dietro la traccia, Waylon Wyatt è il vero affare.

Dettagli

  • Etichetta discografica: Dischi di zuppa musicale/camera oscura
  • Data di rilascio: 17 luglio 2026